Opdivo in associazione a chemioterapia nell'adenocarcinoma dello stomaco, della giunzione gastro-esofagea o dell’esofago, HER2 negativo, avanzato o metastatico, i cui tumori esprimono PD-L1 con CPS maggiore o uguale a 5


La Commissione Europea ( EC ) ha approvato Opdivo ( Nivolumab ) in associazione a chemioterapia di combinazione a base di fluoropirimidina e Platino per il trattamento in prima linea dei pazienti adulti con adenocarcinoma dello stomaco, della giunzione gastro-esofagea ( GEJ ) o dell’esofago ( EAC ), HER2-negativo, avanzato o metastatico i cui tumori esprimono PD-L1 con un punteggio positivo combinato ( CPS ) maggiore o uguale a 5.

La decisione della Commissione Europea si basa sui risultati dello studio di fase 3 CheckMate -649, in cui il trattamento di prima linea con Opdivo più Leucovorina, 5-FluoroUracile e Oxaliplatino ( FOLFOX ) o Capecitabina e Oxaliplatino ( CapeOX ) è stato confrontato con la sola chemioterapia.
I risultati dello studio hanno mostrato un miglioramento statisticamente significativo e clinicamente rilevante in sopravvivenza globale ( OS ) e in sopravvivenza libera da progressione ( PFS ) nei pazienti con tumore gastrico ( GC ), della giunzione gastro-esofagea ( GEJC ) o dell’esofago ( EAC ), non-resecabile, avanzato o metastatico, i cui tumori esprimono PD-L1 con un punteggio positivo combinato CPS maggiore o uguale a 5 ( endpoint primario dello studio ).

Il beneficio statisticamente significativo di sopravvivenza globale mostrato da Opdivo in associazione a chemioterapia è stato anche osservato nei pazienti PD-L1 positivi con CPS maggiore o uguale a 1 e in tutta la popolazione randomizzata.
Il profilo di sicurezza di nivolumab in associazione a chemioterapia nello studio CheckMate -649 era coerente con i profili di sicurezza noti nei singoli trattamenti.

I risultati del CheckMate -649 comprendono:

sopravvivenza globale ( follow‑up minimo 19,4 mesi ): OS mediana pari a 14,4 mesi nei pazienti trattati con Opdivo in associazione a chemioterapia ( intervallo di confidenza [ IC ] 95%: 13,1-16,3 ) rispetto a 11,1 mesi ( IC 95%: 10,0-12,1 ) nei pazienti trattati con la sola chemioterapia ( hazard ratio [ HR ] 0,69; IC 95%: 0,60-0,81 );

- sopravvivenza libera da progressione ( follow‑up minimo 19,4 mesi ): PFS mediana pari a 8,31 mesi nei pazienti trattati con Opdivo in associazione a chemioterapia ( IC 95%: 7,03-9,26 ) vsersus 6,05 mesi ( IC 95%: 5,55-6,90 ) nei pazienti trattati con la sola chemioterapia ( HR = 0,68; IC 95%: 0,59-0,79 );

- sicurezza: le reazioni avverse più frequenti sono state: neuropatia periferica ( 53% ), nausea ( 48% ), stanchezza ( 44% ), diarrea ( 39% ), vomito ( 31% ), appetito ridotto ( 29% ), dolore addominale ( 27% ), stipsi ( 25% ), dolore muscolo-scheletrico ( 20% ), piressia ( 19% ), eruzione cutanea ( 18% ), stomatite ( 17% ), sindrome da eritrodisestesia palmo-plantare ( 13% ), tosse ( 13% ), edema ( compreso edema periferico ) ( 12% ), cefalea ( 11% ) e infezione delle vie respiratorie superiori ( 10% ).

CheckMate -649 è uno studio di fase 3 randomizzato, multicentrico, in aperto per la valutazione di Nivolumab in associazione a chemioterapia o della combinazione di Nivolumab e Ipilimumab rispetto alla sola chemioterapia, nei pazienti con carcinoma gastrico, della giunzione gastro-esofagea o adenocarcinoma dell’esofago, non-trattato in precedenza, HER2-negativo, avanzato o metastatico.
I pazienti nel braccio Nivolumab in associazione a chemioterapia sono stati trattati con Nivolumab 360 mg più Capecitabina e Oxaliplatino ogni tre settimane oppure Nivolumab 240 mg più 5-FluoroUracile, Leucovorina e Oxaliplatino ogni due settimane.
I pazienti nel braccio con Nivolumab e Ipilimumab sono stati trattati con Nivolumab 1 mg/kg più Ipilimumab 3 mg/kg ogni tre settimane per quattro cicli, seguiti da Nivolumab 240 mg ogni due settimane.
I pazienti nel braccio chemioterapia sono stati trattati con FOLFOX o CapeOX ogni due o tre settimane, rispettivamente.
Tutti i pazienti hanno continuato la terapia per 2 anni o fino a progressione di malattia, tossicità inaccettabile o revoca del consenso.
Gli endpoint primari dello studio erano: la sopravvivenza globale nei pazienti con PD-L1 positivo con un punteggio positivo combinato maggiore o uguale a 5 trattati con Nivolumab in associazione a chemioterapia, e la sopravvivenza libera da progressione, valutate da una Revisione Centrale Indipendente In Cieco ( BICR ), nei pazienti con CPS maggiore o uguale a 5 trattati con Nivolumab in associazione a chemioterapia rispetto alla sola chemioterapia.
Gli endpoint secondari comprendevano la sopravvivenza globale nei pazienti con CPS maggiore o uguale a 1 e in tutti i pazienti randomizzati trattati con Nivolumab in associazione a chemioterapia, oltre a sopravvivenza globale e tempo al peggioramento dei sintomi ( TTSD ) nei pazienti trattati con Nivolumab più Ipilimumab rispetto alla sola chemioterapia. ( Xagena_2021 )

Fonte: BMS, 2021

Xagena_Medicina_2021