Venetoclax associato ad Azacitidina nel trattamento dei pazienti con leucemia mieloide acuta di nuova diagnosi non-idonei alla chemioterapia intensiva


Grazie ai risultati dello studio VIALE-A Venclyxto, il cui principio attivo è Venetoclax, ha ricevuto l’approvazione in Europa, in combinazione con Azacitidina ( Vidaza ), per il trattamento dei pazienti con leucemia mieloide acuta di nuova diagnosi non-idonei alla chemioterapia intensiva.

Nel 2020 erano stati pubblicati su The New England Journal of Medicine ( NEJM ) i risultati di un’analisi ad interim della sopravvivenza globale che avevano dimostrato come lo studio avesse centrato il suo endpoint primario, evidenziando un prolungamento significativo della sopravvivenza nei pazienti trattati con Venetoclax più Azacitidina.

L’analisi condotta con un follow-up mediano di 20,5 mesi ( range: meno di 0,1-30,7 mesi ), ha evidenziato una sopravvivenza globale mediana di 14,7 mesi per il braccio trattato con la combinazione Venetoclax e Azacitidina e 9,6 mesi per il braccio di controllo, trattato con Azacitidina e placebo ( hazard ratio, HR 0,66; intervallo di confidenza [ IC ] al 95% 0,52-0,85; P inferiore a 0,001 ).
Inoltre, nel braccio trattato con Venetoclax si sono osservati tassi di risposta significativamente superiori rispetto al braccio di controllo, sia per quanto riguarda il tasso di remissione completa ( 36,7% contro 17,9%; P inferiore a 0,001 ), sia per il tasso di remissione completa e remissione completa con recupero ematologico incompleto ( 66,4% versus 28,3%; P inferiore a 0,001 ).

L’analisi ad interim della sopravvivenza globale è stata eseguita quando si era verificato il 75% dei decessi ( n=270 ), specificato nel protocollo.

Nel corso del Meeting dell'American Society of Hematology sono stati presentati i risultati dell’analisi finale della sopravvivenza globale, condotta una volta raggiunto il 100% dei decessi pianificati ( n=360 ) ( cut-off dei dati: 1 dicembre 2021 ), con 2 anni di follow-up aggiuntivo e con l’obiettivo di valutare il beneficio di sopravvivenza a lungo termine della combinazione Venetoclax - Azacitidina.

Anche dopo un tempo di osservazione prolungato ( follow-up mediano di 43,2 mesi ), il trattamento con Venetoclax più Azacitidina ha continuato a mostrare un beneficio significativo della sopravvivenza globale rispetto alla sola Azacitidina, con una sopravvivenza mediana globale che è risultata rispettivamente di 14,7 mesi ( IC al 95% 12,1-18,7 ) e 9,6 mesi ( IC al 95% 7,4-12,7 ), con un hazard ratio pari a 0,58 ( IC al 95% 0,47-0,72; P nominale inferiore a 0,001 ), non solo mantenendo, ma addirittura migliorando, il vantaggio di sopravvivenza globale evidenziato dall'analisi ad interim ( HR=0,66 ).

La superiorità della combinazione Venetoclax e Azacitidina rispetto alla monoterapia con l’ipometilante Azacitidina in termini di sopravvivenza globale si è mantenuta anche in tutti i sottogruppi valutati, e in alcuni di essi il beneficio è risultato ancora maggiore che nella popolazione complessiva.

Nel sottogruppo di pazienti che presentavano mutazioni di IDH1/2, la sopravvivenza globale mediana è risultata più che triplicata: 19,9 mesi ( IC al 95% 12,2-27,7 ) nel braccio sperimentale, a fronte di 6,2 mesi ( IC al 95% 2,3-12,7 ) nel braccio di controllo ( HR 0,314; IC al 95% 0,189-0,522; P inferiore a 0,001 ).

Inoltre, nei pazienti che hanno ottenuto una remissione completa ( con o senza recupero ematologico completo ) e una malattia minima residua iferiore a 10-3, la sopravvivenza mediana globale è risultata di 34,2 mesi ( IC al 95% 27,7-44,0 ) nel braccio trattato con la combinazione contro 25,0 mesi ( IC al 95% 7,0-39,8 ) nel braccio placebo.
Invece, nei pazienti che hanno raggiunto una remissione completa, ma con una malattia minima residua maggiore di 10-3, la sopravvivenza mediana globale è risultata rispettivamente di 18,7 mesi ( IC al 95% 12,9-23,5 ) versus 15,1 mesi ( IC al 95% 7,4-26,1 ). ( Xagena_2022 )

Fonte: American Society of Hematology ( ASH ) Meeting, 2022

Xagena_Medicina_2022